Temistocle, Aristide e la talassocrazia ateniese
A seguito della vittoria di Maratona Milziade, forte del successo, avviò un progetto di occupazione delle Cicladi a cominciare da Paro. L'iniziativa fallì e Milziade cadde in disgrazia e morì in carcere.
Il problema persiano di fatto non era risolto e, ancora una volta, ad Atene i gruppi dirigenti si divisero. Temistocle riteneva fondamentale che Atene costruisse una grande flotta per affrontare la minaccia persiana. A questo fine propose si utilizzassero i proventi delle miniere del Laurio (attica centrale). Aristide, si opponeva a questo disegno ritenendo che si dovesse continuare ad utilizzare quella ricchezza per le distribuzioni ai cittadini in particolare perchè temeva che la politica di Temistocle avrebbe portato un'alterazione negli equilibri sociali in quanto, per allestire la flotta si sarebbero dovuti impiegare molti teti (la classe sociale più povera) e, se avessero ottenuto delle vittorie, questi avrebbero sicuramente preteso maggiore riconoscimento politico.
Temistocle trovava dunque appoggio nei ceti poveri e mercantili
Aristide esprimeva gli interessi dell'aristocrazia.
L'assemblea popolare sostenne il progetto di Temistocle che non esitò addirittura a volgere in proprio favore il responso dell'oracolo di Delfi ("Atene sarà difesa da mura di legno").
Vennero attrezzate 200 triremi (così chiamate a causa dei tre ordini di rematori sovrapposti), un nuovo tipo di navi particolarmente veloci e agili nelle manovre.
Fu così che ebbe origine la più potente flotta del tempo e il dominio ateniese sui mari.

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