martedì 10 marzo 2020

il mito dei Maratonomachi e la data della battaglia

Rappresentano il modello di combattenti duri, capaci di ogni sacrificio. Il tragediografo Eschilo, che combattè a Maratona, volle che sulla sua tomba fosse menzionata soltanto la partecipazione alla battaglia senza riferimenti alla sua gloriosa attività poetica (Pausania I 14, 5). 

La battaglia fu rappresentata sui muri del portico di Atene detto stoa poikile (portico dipinto). 

La vittoria si caricò di molteplici significati perchè  
1) come ricorda lo stesso Erodoto,  prima di quel momento sembrava impossibile poter fronteggiare l'avanzata persiana. 
2) se i soldati persiani combattevano per la conquista e sotto comando del re, i soldati greci combattevano per la salvezza e la libertà della patria. 
3) gli Ateniesi per la prima volta svolsero un ruolo di primaria importanza e da quel momento assursero a simbolo della difesa greca contro il barbaro persiano

Per quanto riguarda la datazione esatta della battaglia Giuseppe Nenci ("Erodoto libro VI", Milano 1998) sostiene che la battaglia sia avvenuta il 16 settembre del 490 a.C. sulla base del seguente ragionamento:
1) il combattimento avvenne nel mese di Boedromione (settembre- ottobre)
2) gli spartani avevano promesso sarebbero arrivati dopo il plenilunio che avrebbe segnato il termine delle feste che stavano celebrando (probabilmente le Carnee che si svolgevano tra agosto e settembre) 
3) poichè Erodoto dichiara che costoro partiti immediatamente dopo il plenilunio giunsero in Attica dopo tre giorni a battaglia finita ma in tempo per vedere ancora i persiani sul campo insepolti, ciò significa che la battaglia era avvenuta il primo giorno di luna calante, che nel settembre del 490 a.C. corrisponde al 16 . 

come prova di questo ragionamento si può osservare che dal 490 sul rovescio del tetradramma d'argento gli ateniesi inserirono il simbolo della luna calante accanto alla civetta. 

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