il travolgente e personale carisma del condottiero e la dedizione totale dei soldati nei suoi confronti, costantemente pronti a seguirlo nelle sue mire imprevedibili

Cresceva il malcontento, ci furono molte congiure represse e molte condanne a morte; in questo contesto, nel 323 Avanti Cristo, Alessandro morì a Babilonia dopo una brevissima malattia il cui decorso è narrato nel diario di corte riferito da Plutarco.Alessandro aveva un grande sogno: la costruzione di un impero universale multirazziale e multiculturale da realizzare grazie alla fusione di conquistatori (i greci) e vinti (i barbari) e quindi, in quest'ottica, i Persiani non dovevano limitarsi a sottostare al dominio straniero ma diventare parte integrante della a entità politica.Per questo Alessandro istruì 30.000 giovani persiani all'uso delle armi, alla lingua e alla cultura greca e, per incoraggiare i matrimoni misti tra greci e persiani, sposò 2 principesse e diede in moglie ai suoi amici le più nobili ragazze persiane .
Addirittura si vestiva e si comportava secondo la moda persiana.
Negli ultimi anni della sua breve vita aveva sviluppato molti difetti e una forte tendenza ad assumere atteggiamenti da sovrano assoluto e dispotico.
Dai suoi Generali pretendeva la proskynesis: l'atto di prostrarsi al suolo che i Persiani facevano dinanzi a loro leader.
Un vero giallo al termine di una vicenda in cui si intrecciano la leggenda e la vita reale di un uomo che ha cambiato il corso della storia. Prima che spirasse gli chiesero chi dovesse essere il suo successore ed egli mormorò semplicemente:
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