La riforma di Clistene - 508 a.C.
pillole di Storia Greca Antica
martedì 10 marzo 2020
L'Impero Persiano
Ciro II il grande (558-530 a.C.) conquista dell'Assiria, Armenia, Lidia e città della costa anatolica( 546 a.c.)
Cambise II (530-522 a.C.) conquista l'Egitto
Dario I il grande (522-486 a.C.) conquista la Tracia e la Macedonia
Le città greche dell'Anatolia prima della rivolta ionica
Sotto il dominio Persiano, benchè ufficialmente le città greche conservassero la propria autonomia e le proprie leggi, nei fatti subivano pesanti tributi militari ed economici e le imposizioni dei satrapi che favorivano governi tirannici filopersiani.
Inoltre videro ostacolati i loro commerci con l'Egitto controllato dai Persiani.
La rivolta Ionica 499-494 a.C.
500 a.C. Spedizione contro Nasso
Aristagora, tiranno di Mileto, insieme ad Artaserse, satrapo di Sardi, progetta la conquista dell'isola di Nasso ma la spedizione ha esito sfavorevole.
499 a.C.-494 a.C.
Aristagora, nel 499 a.C. per sottrarsi alla punizione di Dario si mette a capo di una rivolta contro la Persia. Chiede sostegno alle poleis del continente ma le uniche a rispondere sono Atene ed Eretria che inviano rispettivamente 20 e 5 navi. Se inizialmente le sorti arridono ai greci tanto da arrivare a conquistare Sardi nel 498 a.C., ben presto la situazione si capovolge e Dario mette in ginocchio i rivoltosi vendicandosi di Mileto al punto da radere al suolo la città e trucidare e deportare tutti i suoi cittadini.(494 a.C.).
La prima Guerra Persiana
492 a.C.
Dario chiede la sottomissione delle poleis greche, molte città si consegnano spontaneamente. Ad Atene la classe dirigente si divide in due fazioni:
1) alcuni, convinti della superiorità di Dario, volevano trovare con lui un compromesso
2) altri erano pronti ad accettare qualunque rischio pur di salvaguardare la libertà della polis.
Dario invia una flotta quello stesso anno per sottomettere Atene con il generale Mardonio, ma questa viene distrutta da una tempesta presso il monte Athos nella Grecia settentrionale.
490 a.C.
La flotta persiana, comandata da Dati e Artaferne, sottomette le Cicladi, poi, giunta in Eubea, distrugge Eretria e si ferma a Maratona a circa 42 Km da Atene. Gli ateniesi lanciano un appello a tutte le poleis per combattere unite i persiani. Gli spartani promettono di inviare un esercito ma solo dopo aver concluso le celebrazioni in onore di Apollo (probabilmente si trattava di un diversivo che celava la tradizionale riluttanza dei Lacedemoni ad impegnarsi militarmente fuori dal Peloponneso). Gli Ateniesi dunque guidati da Milziade con un piccolo contingente di soldati plateesi loro alleati affrontano e vincono i persiani nella piana di Maratona.
Dario chiede la sottomissione delle poleis greche, molte città si consegnano spontaneamente. Ad Atene la classe dirigente si divide in due fazioni:
1) alcuni, convinti della superiorità di Dario, volevano trovare con lui un compromesso
2) altri erano pronti ad accettare qualunque rischio pur di salvaguardare la libertà della polis.
Dario invia una flotta quello stesso anno per sottomettere Atene con il generale Mardonio, ma questa viene distrutta da una tempesta presso il monte Athos nella Grecia settentrionale.
490 a.C.
La flotta persiana, comandata da Dati e Artaferne, sottomette le Cicladi, poi, giunta in Eubea, distrugge Eretria e si ferma a Maratona a circa 42 Km da Atene. Gli ateniesi lanciano un appello a tutte le poleis per combattere unite i persiani. Gli spartani promettono di inviare un esercito ma solo dopo aver concluso le celebrazioni in onore di Apollo (probabilmente si trattava di un diversivo che celava la tradizionale riluttanza dei Lacedemoni ad impegnarsi militarmente fuori dal Peloponneso). Gli Ateniesi dunque guidati da Milziade con un piccolo contingente di soldati plateesi loro alleati affrontano e vincono i persiani nella piana di Maratona.
il mito dei Maratonomachi e la data della battaglia
Rappresentano il modello di combattenti duri, capaci di ogni sacrificio. Il tragediografo Eschilo, che combattè a Maratona, volle che sulla sua tomba fosse menzionata soltanto la partecipazione alla battaglia senza riferimenti alla sua gloriosa attività poetica (Pausania I 14, 5).
La battaglia fu rappresentata sui muri del portico di Atene detto stoa poikile (portico dipinto).
La vittoria si caricò di molteplici significati perchè
1) come ricorda lo stesso Erodoto, prima di quel momento sembrava impossibile poter fronteggiare l'avanzata persiana.
2) se i soldati persiani combattevano per la conquista e sotto comando del re, i soldati greci combattevano per la salvezza e la libertà della patria.
3) gli Ateniesi per la prima volta svolsero un ruolo di primaria importanza e da quel momento assursero a simbolo della difesa greca contro il barbaro persiano
Per quanto riguarda la datazione esatta della battaglia Giuseppe Nenci ("Erodoto libro VI", Milano 1998) sostiene che la battaglia sia avvenuta il 16 settembre del 490 a.C. sulla base del seguente ragionamento:
1) il combattimento avvenne nel mese di Boedromione (settembre- ottobre)
2) gli spartani avevano promesso sarebbero arrivati dopo il plenilunio che avrebbe segnato il termine delle feste che stavano celebrando (probabilmente le Carnee che si svolgevano tra agosto e settembre)
3) poichè Erodoto dichiara che costoro partiti immediatamente dopo il plenilunio giunsero in Attica dopo tre giorni a battaglia finita ma in tempo per vedere ancora i persiani sul campo insepolti, ciò significa che la battaglia era avvenuta il primo giorno di luna calante, che nel settembre del 490 a.C. corrisponde al 16 .
come prova di questo ragionamento si può osservare che dal 490 sul rovescio del tetradramma d'argento gli ateniesi inserirono il simbolo della luna calante accanto alla civetta.
La battaglia fu rappresentata sui muri del portico di Atene detto stoa poikile (portico dipinto).
La vittoria si caricò di molteplici significati perchè
1) come ricorda lo stesso Erodoto, prima di quel momento sembrava impossibile poter fronteggiare l'avanzata persiana.
2) se i soldati persiani combattevano per la conquista e sotto comando del re, i soldati greci combattevano per la salvezza e la libertà della patria.
3) gli Ateniesi per la prima volta svolsero un ruolo di primaria importanza e da quel momento assursero a simbolo della difesa greca contro il barbaro persiano
Per quanto riguarda la datazione esatta della battaglia Giuseppe Nenci ("Erodoto libro VI", Milano 1998) sostiene che la battaglia sia avvenuta il 16 settembre del 490 a.C. sulla base del seguente ragionamento:
1) il combattimento avvenne nel mese di Boedromione (settembre- ottobre)
2) gli spartani avevano promesso sarebbero arrivati dopo il plenilunio che avrebbe segnato il termine delle feste che stavano celebrando (probabilmente le Carnee che si svolgevano tra agosto e settembre)
3) poichè Erodoto dichiara che costoro partiti immediatamente dopo il plenilunio giunsero in Attica dopo tre giorni a battaglia finita ma in tempo per vedere ancora i persiani sul campo insepolti, ciò significa che la battaglia era avvenuta il primo giorno di luna calante, che nel settembre del 490 a.C. corrisponde al 16 .
come prova di questo ragionamento si può osservare che dal 490 sul rovescio del tetradramma d'argento gli ateniesi inserirono il simbolo della luna calante accanto alla civetta.
tra le due guerre: Temistocle
Temistocle, Aristide e la talassocrazia ateniese
A seguito della vittoria di Maratona Milziade, forte del successo, avviò un progetto di occupazione delle Cicladi a cominciare da Paro. L'iniziativa fallì e Milziade cadde in disgrazia e morì in carcere.
Il problema persiano di fatto non era risolto e, ancora una volta, ad Atene i gruppi dirigenti si divisero. Temistocle riteneva fondamentale che Atene costruisse una grande flotta per affrontare la minaccia persiana. A questo fine propose si utilizzassero i proventi delle miniere del Laurio (attica centrale). Aristide, si opponeva a questo disegno ritenendo che si dovesse continuare ad utilizzare quella ricchezza per le distribuzioni ai cittadini in particolare perchè temeva che la politica di Temistocle avrebbe portato un'alterazione negli equilibri sociali in quanto, per allestire la flotta si sarebbero dovuti impiegare molti teti (la classe sociale più povera) e, se avessero ottenuto delle vittorie, questi avrebbero sicuramente preteso maggiore riconoscimento politico.
Temistocle trovava dunque appoggio nei ceti poveri e mercantili
Aristide esprimeva gli interessi dell'aristocrazia.
L'assemblea popolare sostenne il progetto di Temistocle che non esitò addirittura a volgere in proprio favore il responso dell'oracolo di Delfi ("Atene sarà difesa da mura di legno").
Vennero attrezzate 200 triremi (così chiamate a causa dei tre ordini di rematori sovrapposti), un nuovo tipo di navi particolarmente veloci e agili nelle manovre.
Fu così che ebbe origine la più potente flotta del tempo e il dominio ateniese sui mari.
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